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IL LAGO DEI CIGNI
25/01/2010
 
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ARTEATRO di  Carlo Pesta

in collaborazione con L’Agenzia della Danza di Mauro Giannelli 
s
otto l’alto patronato del Ministero Russo della Cultura presenta 

Balletto di Mosca La Classique diretto da Elik Melikov  in
 

IL LAGO DEI CIGNI

balletto in due atti e quattro scene


musiche  Piotr Ilic Ciaikovskij
coreografie originali di Marius Petipa 
coreografie  Alexander Vorotnikov e Irina Nesterova-Vorotnikova

La trilogia di Piotr Ilic Ciaikovskij

Il Lago dei Cigni, opera immortale di  Piotr Ilic Ciaikovski, fu rappresentato per la prima volta al Bolshoi nel 1877 ma la coreografia di Julius Wenzel Reisinger non fu all’altezza né delle musiche né dei tratti elegiaci richiesti dalla delicatezza della trama.
Per assistere alla versione oggi considerata come assoluto riferimento si dovette attendere il 1895, grazie alla cooperazione tra il coreografo francese Marius Petipa, che firmò il I° e il III° atto, e il russo Lev Ivanov cui spettarono gli eterei “atti bianchi” (II° e IV° atto); un diamante incastonato nel già preziosissimo lavoro di Petipa e Ivanov si deve alla ballerina milanese Pierina Legnani, la quale alla rinnovata “prima” del balletto presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo diede sfoggio della propria abilità tecnica introducendo nell’assolo di Odile, il cigno nero, i celeberrimi 32 fouettées consecutivi.
 
Il libretto de La Bella Addormentata fu scritto dal principe Vsevolozkij, sovrintendente dei teatri imperiali di San Pietroburgo, adattando al palcoscenico la fiaba di Charles Perrault e commissionando uno sfarzosissimo balletto a Tchaikovski e Petipa.
In perfetta intesa, il compositore creò un’apoteosi sinfonica per accompagnare l’inventiva coreografica di Petipa, che volle curare nei minimi dettagli (trascorse ore ed ore ad appuntare sul proprio quaderno i passi dei vari gruppi di personaggi dopo averne provato l’effetto scenico utilizzando piccole sculture in legno) un’opera che doveva impegnare l’intero corpo di ballo in dimostrazioni di tecnica accademica e virtuosismi. La prima rappresentazione, il 3 gennaio 1890, ebbe come protagonista l’italiana Carlotta Brianza.
Ancora oggi il ruolo di Aurora è considerato una prova di bravura per qualsiasi étoile, esempio ne sia la famosa “promenade in attitude” sempre sulle punte al momento della presentazione dei cavalieri; indimenticabile anche il festoso “grand pas de deux classique”.
Una curiosità è legata alla parte della dolce Fata dei Lillà, all’inizio soltanto recitata in forma mimica e dal 1922 finalmente danzata.
 
La trilogia di balletti di Tchaikovski si completa con Lo Schiaccianoci, eseguito per la prima volta il 18 dicembre 1892 a San Pietroburgo su libretto di Petipa; secondo gli storici fu sempre il geniale francese ad iniziare la stesura delle coreografie, ma una malattia lo costrinse a delegare l’incarico a Lev Ivanov, secondo maître de ballet del Teatro Marinskij. Al debutto, ritenendo insufficiente il proprio contributo coreografico, Petipa vietò di pubblicare il proprio nome affiancato a quello del valido collaboratore.
La “prima” ebbe fra gli interpreti l’italiana Antonietta Dell’Era nel ruolo della Fata Confetto (per il tema musicale Tchaikovski scelse il suono incantevole della celesta, strumento che il compositore scoprì nel 1891 durante un soggiorno a Parigi) e il giovanissimo Nicolaj  Legat, il quale sarebbe in futuro diventato maestro di Nijinskij e Fokin. Tra le parti più conosciute e amate dal pubblico affezionato alla fiaba natalizia de Lo Schiaccianoci figurano il Valzer dei Fiocchi di Neve, il trascinante Valzer dei Fiori e i divertissements affidati ai solisti nel secondo atto: la Cioccolata (danza spagnola), il Caffè (danza araba), il The (danza cinese) e il Trepak, tipica danza russa di origini cosacche.

Gli allestimenti del Balletto di Mosca La Classique

Il Lago dei Cigni, balletto in due atti e quattro scene adattato per il Balletto di Mosca è danzato avendo come sfondo le scenografie realizzate da Evgeny Gurenko; il lago, elemento essenziale, domina anche l’intero panorama che si scorge oltre le colonne del palazzo del Principe Siegfried. Negli “atti bianchi” la luce blu riflessa sul candore delle donne-cigno regala un suggestivo contesto onirico. Sontuosi i costumi disegnati da Natalia Pavana e confezionati a mano così come tutti gli abiti di scena dei vari allestimenti della compagnia moscovita.

La trama de Il Lago dei Cigni è ispirata al racconto Der geraubte Schleier (Il velo rubato), scritto da Johann Karl August Musäus e pubblicato nella raccolta Volksmärchen der Deutschen.
Nel balletto la narrazione inizia nel castello del principe Siegfried, che compie il ventunesimo anno di età e dunque ha raggiunto il momento di trovare una sposa. La Regina Madre annuncia al festeggiato di aver organizzato, il giorno successivo al compleanno, un ballo cui sono state invitate fanciulle blasonate tra le quali Siegfried potrà scegliere chi condurre all’altare. Il giovane principe non contraddice la madre, ma preferendo la caccia alle questioni di cuore esce con gli amici per una battuta di caccia; inseguendo uno stormo di cigni giunge a un lago, dove assiste alla metamorfosi delle candide creature piumate in ragazze.
La più bella è Odette; la principessa spiega che l’incantesimo lanciato su lei e sulle compagne è opera del malvagio mago Rothbart e che il maleficio svanisce solo di notte e solo sulle rive del lago. Colpito dalla vicenda e dalla grazia innaturale di Odette, Siegfried le promette di fidanzarsi con lei: il giuramento di fedeltà di un uomo che non abbia dichiarato amore ad alcun’altra è infatti l’unica chiave per spezzare definitivamente il sortilegio. Rothbart ascolta il tenero dialogo ed escogita un terribile tranello: condurrà al ballo di corte la figlia Odile, sosia perfetta di Odette ma suo opposto nell’anima. Il “cigno nero” seduce l’inconsapevole Siegfried, che dunque tradisce la parola data alla vera amata. Odette e le compagne si disperano, perché si sentono ormai irrimediabilmente condannate; appena scoperto l’inganno, tuttavia, Siegfried si precipita al lago e ottiene il perdono di Odette. Un sentimento tanto forte vince comunque sul Male: Rothbart è sconfitto e i due innamorati possono finalmente riunirsi.

 per saperne di più: www.lagenziadelladanza.it

Organizzatore: Antico Teatro Pagliano srl Via Ghibellina, 101 Firenze P. Iva 04899170480

 

 

 

 




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