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CARMINA BURANA

CARMINA BURANA

SPELLBOUND CONTEPORARY BALLET


CARMINA BURANA


coreografia e set concept
MAURO ASTOLFI
musica CARL OFF ANTONIO VIVALDI 
disegno luci MARCO POLICASTRO





Danzatori

Maria Cossu
Mario Laterza
Giuliana Mele
Violeta Wulff Mena
Giovanni La Rocca
Fabio Cavallo
Cosmo Sancilio
Claudia Mezzolla
Erika Zilli

 

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SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET nasce nel 1994, per volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti.
Oggi la Compagnia si colloca nella rosa delle proposte italiane maggiormente competitive sul piano di una dialettica internazionale, espressione di una danza che si offre al pubblico con un vocabolario ampio e in continua sperimentazione, convincendo le platee dei principali Festival più diversi.
L’ensemble festeggia nel 2014 il ventennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.
Applauditissimo per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali.
L’attenzione a standard performativi di qualità ha reso l’immagine di SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET adatta a uscire dai Teatri per impreziosire numerose serate Rai firmate da Vittoria Cappelli e Vittoria Ottolenghi, laddove musica e danza sono al servizio di prodotti dedicati spesso a tematiche artistiche più ampie.


Venus me vulneravit aureo, quod cor penetravit
VENERE MI HA COLPITO CON UNA FRECCIA D’ORO, CHE MI HA TRAPASSATO IL CUORE

 

I CARMINA BURANA  vennero ritrovati in un manoscritto dell’abbazia di Benediktbeuren, da cui presero il nome. Vengono fatti risalire per la maggior parte al secolo XIII, quando non era troppo difficile, viaggiando per la Germania e la Sassonia, imbattersi nei goliardi e letterati girovaghi, studiosi della tradizione poetica greca e latina, cantori del vino, delle donne, del vagabondaggio e del gioco. Poesia burlesca, impudente, sovversiva: si parla senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura, se ne esplicano con gioia le funzioni, non si guarda all’altrove. Si tace il linguaggio della ratio, si dimentica il decorum e si osa persino irridere audacemente al divino con le cosiddette kontrafakturen, ossia travestimenti di inni e motivi religiosi in canti profani che suonano come parodia degli evangeli, delle formule di confessione e delle litanie.
Eros, dunque, riassorbe thanatos, l’homo faber si trasforma in homo ludens.
Diversamente dalla maniera in cui è trattato quello dei dannati nei Giudizi Universali della pittura medievale, il corpo non è mai detto animale, basso e sozzo, bensì viene innalzato, liberato e goduto, come nei versi di Ovidio, Marziale e Catullo.
Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana Mauro Astolfi trae una coreografia tutta giocata tra larghi e sfrenatezze che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio.
Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un’atmosfera inquietantemente metafisica: un grande armadio, visto, si direbbe, con gli occhi dell’infanzia che tutto colorano di mistero e una tavola.
Il primo in cui i corpi dei ballerini si vanno quasi a riporre come abiti frusti, luogo di memorie, di segreti di scheletri ipocritamente celati; la seconda, altare sacrificale della terrena voluptas, imbandita di corpi esibiti come cibarie tentatrici: Gola e Lussuria, essendo due vizi capitali, sono figli della medesima cova...
CARMINA BURANA, dunque, come temerario grido del dissenziente che si pone di fronte all’ infrazione
senza soverchia paura e al tabù con il palese desiderio di infrangerlo sfidando consapevolmente censure
e anatemi, giocando a carte scoperte la quotidiana partita contro la morte.
Non si aspettano futuri compensi, ma si vive nell’oggi, riconoscenti a divinità dal volto pagano che non minacciano castighi e non promettono compensi oltre ciò che può dare l’immediata contingenza: non dèi, ma più familiari demoni, da cui lasciarsi possedere e invasare.

 



Durata 60 minuti atto unico



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Date evento
  • il 21/12/15 ore 20.45
    Durata 60 minuti atto unico

tipo evento: Balletti
evento rivolto a: tutti
accessibilità: accessibile ai disabili
E-mail: info@teatroverdionline.it

Luogo
  • Teatro Verdi
    Via Ghibellina, 99
    50122 Firenze









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