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LO SCHIACCIANOCI

LO SCHIACCIANOCI

DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT 

LO SCHIACCIANOCI

 
musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Balletto in due atti da un racconto di
E.T.A. HOFFMANN
Schiaccianoci e il Re dei Topi

ETOILE
ANBETA TOROMANI

ALESSANDRIO MACARIO

coreografia e regia AMEDEO AMODIO
scene e costumi EMANUELE LUZZATI
 

 ideazione ombre Teatro Gioco Vita
realizzazione ombra L'Asina sull'Isola
voce Gabriella Bartolomei
luci Marco Policastro
assistente alla coreografia Stefania Di Cosmo 

 

Produzione Daniele Cipriani Entertainment

solisti e corpo di ballo Daniele Cipriani Entertainment 


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La realtà magica  - di AMEDEO AMODIO

Ho voluto rimanere il più possibile fedele al racconto originale di Hoffmann: la realtà vista con gli occhi di una bambina, Clara, che conserva il senso della “realtà magica”, il fantastico presente nella realtà quotidiana dove i confini tra il mondo dell’immaginario e la realtà di tutti i giorni sono così attenuati che, a volte, non sappiamo quale sia più vero e più concreto.

Il padrino Drosselmeier è artefice: inventa le ombre, muove i giocattoli dando vita ai sogni, alle paure, ai desideri di Clara. Ma è anche il difensore del mondo dell’immaginario che troppo spesso gli adulti cercano di annientare. Clara osserva gli adulti con occhio divertito, fissando i particolari come una curiosa cinepresa; gli invitati assumono aspetti grotteschi, si muovono con gesti esagerati, a volte come giocattoli arrugginiti. Mentre un semplice schiaccianoci prende vita e l’accompagna in un viaggio fantastico che l’allontana dal mondo quotidiano.

Dal sogno rientra alla realtà e ancora al sogno, la “realtà magica” continua.

 

 

Da Grimm a Hoffmann  - di EMANUELE LUZZATI

 

Il nostro lavoro sembra quasi casuale: si passa continuamente da una scenografia ad una serie di illustrazioni oppure da un cartone animato alla grafica ecc., il tutto richiesto dall’esterno e su domanda dei committenti più disparati.

Eppure ogni volta sono sorpreso dal legame che unisce un lavoro all’altro: sembra che ci sia un filo che a nostra insaputa li leghi gli uni agli altri.

Così ora, appena lasciato il mondo dei fratelli Grimm (di cui ho illustrato le fiabe più note), eccomi entrare in quel mondo di Hoffmann con questo Schiaccianoci e, senza che all’inizio me ne sia accorto, approfondendo i temi constato quanto questi autori siano legati da tanti segni. Intanto per pura curiosità sono andato a leggermi le loro biografie e scopro che Hoffmann nasce nel 1876, uno dei Grimm nello stesso anno e l’altro un anno prima; entrambi tedeschi e coetanei! Entrambi scrivono racconti fantastici, anche se il loro spirito è molto differente: i Grimm si rivolgono soprattutto ai bambini apparentemente senza ironia né ambiguità, mentre Hoffmann come tutti i poeti scrive per se stesso con mille sottigliezze e a tanti livelli di lettura. Ma poi scopriamo che come tutti i capolavori anche le favole dei Grimm hanno doppi e tripli sensi, e non sono affatto così lineari come sembrano ad una prima lettura.

E così, ancora intontiti e affascinati dai tanti significati di Biancaneve, Cappuccetto rosso, e della Bella addormentata, ecco che, con Lo schiaccianoci, scopriamo un’altra storia altrettanto conturbante e ambigua, assai vicina all’Alice di Caroll, e poi scopriamo ancora che anche la musica di Čajkovskij, apparentemente facile, orecchiabile e divertente, è leggibile a tanti livelli, proprio come le storie dei fratelli Grimm: è piena di ombre, di profondità inaspettate e anch’essa ambigua, come lo era la vita del suo autore. Come interpretare visivamente tutta questa valanga di spunti fantastici? Come far leggere questo famoso balletto in maniera che ognuno ci trovi il lato più stimolante e che lo affascini maggiormente?

Come ho fatto con le fiabe di Grimm, anche qui nella scenografia, nei costumi, negli oggetti ho lavorato di “collage”, cioè mescolando stili e materie, confondendo le idee, ammiccando perfino a Mozart (nella scena dei “flautini” l’allusione a Papageno e Papagena) e con l’aiuto del Teatro Gioco Vita, specialista in ombre, contrastando continuamente con le solhouettes nere l’esplosione dei colori nelle scene esotiche o in quelle dei giocattoli.

E così con Hoffmann e con Čajkovskij ci siamo buttati in questo giuoco meraviglioso della fantasia e speriamo che ogni persona che veda questo spettacolo, bambino o adulto, semplice o sofisticato, ci ritrovi un po’ del suo mondo onirico, sia questo gioioso, o pauroso, o come piace a noi contemporaneamente allegro e conturbante, felice e triste, e torni a casa, almeno per una sera, un po’ più ricco.



Questo spettacolo è acquistabile anche nell'
ABBONAMENTO DANZA & BALLETTO


 

 



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Date evento
  • il 22/12/16 ore 16.45 e 20.45

tipo evento: Balletti
evento rivolto a: tutti
accessibilità: accessibile ai disabili
E-mail: info@teatroverdionline.it

Luogo
  • Teatro Verdi
    Via Ghibellina, 99
    50122 Firenze









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